Friday 23 march 2007
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La mia prima esperienza a Terra Futura, che è ormai nella sua terza edizione:
Arrivando la prima cosa che mi colpisce sono gli asini,
ed una scritta sul recinto:
"Dai diamanti non nasce nulla, dal letame nascono i fior...." In cuor mio l'animo di Heidi sobbalza. Un mondo migliore è davvero
possibile?....!
Beh, senza dubbio molti degli altri modi possibili sono riuniti qui a Firenze in questa occasione. E difatti, ... difatti,
si crea un ingorgo. Mi spiego meglio.
La seconda cosa che mi colpisce è il programma con la lista degli espositori: si tratta di un volume di 300 pagine! La fiera
è tutt'altro che "fricchettona", negli spazi della Fortezza da Basso sono dislocati centinaia di espositori, ma non solo, si tengono in contemporaneo convegni, workshop, dibattiti e presentazioni
in circa 15 sale e saloni diversi, un microfono annuncia in permanenza l'inizio o lo svolgimento di questi incontri, senza tregua, dalle nove di mattina alle sette di sera.
Alcuni
esempi?
Massaggi shiatzu,
Magliette critiche,
Omeopatia veterinaria,
Posate in mater-bi,
Maglioni in canapa,
Come fare il sapone da bucato in casa,
Autocostruzione antenne wireless,...
... e addirittura un laboratorio di soli 40 min su "Come costruire un ecovillaggio"!!!
Io non voglio dire, anzi gli oratori erano belle persone, ma forse... FORSE dico, ci vogliono un pò più di 40 minuti per una cosa del genere? Un'ora? Una
vita?
Il primo impatto è confuso. Il primo impatto è contraddittorio. E' un accavallarsi di piccole e grandi gioie, che si mescola con quella spaventosa sensazione che si
ha uscendo da un ipermercato, di totale alienazione, annichilimento. Luci al neon, piani di stand dove ci si perde per 4, 5, 8 volte di seguito cercando il bagno, colpiti in continuazione da un
susseguirsi di immagini, stimoli, per ore ed ore. Ma l'interesse ti tiene aggrappata all'evento. Solo che dopo l'ottavo giro, alla ricerca disperata di un bagno, o di un luogo dove poggiare lo
zaino, mandi grossolanamente a quel paese il militante di Greenpeace che cerca di spiegarti che non riuscirai a sfuggirgli. devi seguirlo, firmare, contribuire. E allora, puoi essere equo quanto
vuoi, ma ti sembra il rappresentante della folletto e lo vorresti solo uccidere.
Ecco, una forte contraddizione tra la forma e la sostanza. La sostanza per fortuna era ricca, ottima. L'organizzazione era
"professionale", pulita, attenta (niente acqua in bottiglie, tutti materiali riciclabili, tutto cibo bio, ecc.) ma industriale, megagalattica, disumana...
Meno male che durava 3 giorni.
Il primo giorno per me: giro di orientamento, incontri. Identificazione geografica delle 15 sale e salette, esplorazione
degli stand nei vari padiglioni. Per loro (la Regione Toscana che organizzava, ecc), vetrine politiche. Sì, il primo giorno ho riconosciuto parecchi volti dei
soliti (tristemente) noti lupi sorridenti, mestieranti della sostenibilità che salutano, stringono mani, si fanno vedere. Ma per fortuna non rimangono mai a lungo. Infatti dal secondo
giorno erano già tutti svaniti, e rimanevano le (tante) persone più autenticamente interessate ed appassionate dei vari temi.
Il secondo giorno è stato dedicato ai rapporti umani, così carico di stimoli ed incontri, così caldo, così lungo che mi ha
lasciata alle quattro di pomeriggio con un mal di testa da urlo, il programma e gli appunti presi in una mano, ed i nomi di tutte le sale che giravano come stelle attorno alla mia testa. Non ha
giovato neppure la birra fresca consumata sul prato. Avevo impiegato tutte le energie in chiacchiere, con persone che non vedevo da chissà quanto tempo, persone che adoravo, persone in gamba, con
tante cose da dire e progetti da condividere. Non solo ma avevo anche tentato di battermi contro gli abusi di alcuni uomini di potere, che hanno scippato ai contadini la loro organizzazione, il
Foro Contadino, e che ora parlavano serenamente dall'alto di una tribuna, battaglia persa naturalmente. Era impossibile ormai programmare razionalmente una pacifica e solitaria migrazione tra un
workshop ed il seguente.
Il terzo giorno, sono stata stoica, serena, ero ormai inserita nel sistema TF come un cittadino post moderno nella sua metropoli, conoscevo le sale, salette,
scorciatoie, trucchi. Sapevo esattamente quello che volevo sentire, non davo retta a nessuno e mi sono goduta 3 o 4 incontri clamorosi, molto stimolanti, corredati da conversazioni preziose e
scambi di contatti utili e calorosi. Ho acquistato una decina di libri indispensabili per la Casa del Cibo. Ho ascoltato, commentato, abbracciato V. Shiva,
ho conosciuto e complimentato il fondatore dell'Ecologist, Giannozzo Pucci, mi sono abbonata ad AAM Terranuova ed
ho chiacchierato con il Direttore Mimmo Tringale e con Renato Palma. Ho danzato e mi sono deliziata del buffet
(prodotti provenienti dagli ecovillaggi) per il trentennale della rivista, ed infine, mi sono sottoposta ad un meraviglioso massaggio shiatzu che mi ha aperto nuove prospettive sulla
vita.
Ma soprattutto, ho avuto occasione di meditare molto profondamente sul filo conduttore che collega i vari interventi che riporto qui di seguito:
la decrescita. Non quella raccontata, quella che possiamo e dovremmo praticare ma prima di tutto capire, in profondità. Capire con il nostro corpo, lasciar penetrare nella nostra percezione del
mondo per poi lasciarla riaffiorare nella nostra maniera di STARE al mondo... In questa chiave di lettura quindi:
- Perché decrescere, con W. Sachs
-Una questione di buon senso, ovvero l'assurdità volontaria dell'economia mondiale, con V. Shiva
- La decrescita come filosofia di felicità, con E. Zarelli
- Persone e comunità realmente decresciute, al trentennale di AAM Terra Nuova
Conferenza di W. Sachs per il Dottorato in progettazione
urbanistica e territoriale - Crisi Ambientale, Giustizia Globale, Società Cosmopolita, 18.05.07
Conferenza di Vandana Shiva e Wolfgang Sachs - Commercio lento, agricoltura sana, 20.05.07
Eduardo Zarelli (Arianna Editrice) e
l'autrice presentano il Libro "Schiavi del Supermercato", di Monica di Bari e Saverio Pipitone Arianna Editrice - Il Consapevole, 2006, 20.05.2007
Trentennale della rivista AAM Terranuova,
Intervento di Renato Palma, Medico e Psicoterapeuta, sul tema del Legame tra sviluppo economico e felicità, 20.05.2007