Progettualità


Lunedì 23 febbraio 2009 1 23 /02 /2009 18:47

Per mestiere e per impegno, siamo solite contribuire alla progettazione e alla vita del nostro territrio. Non è raro che le istituzioni si nutrano delle idee suggeritedalle associazioni e dalla società civile per avviare processi necessari e innovativi.
Inoltre, siamo in grado di fornire su alcuni punti tutte le professionalità a realizzare tutti i progetti che descriviamo.
Ecco perchè abbiamo deciso di pubblicare alcune idee che vorremmo condividere con le altre associazioni e con gli enti che possono aiutarci a realizzarle.
Se questi progetti vi sembrano interessanti non esitate a contattarci, che siate semplici cittadini o o gruppi organizzati.


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Domenica 22 febbraio 2009 7 22 /02 /2009 10:44

Si tratterebbe di un sistema "open source". Una mappa interattiva sul web a disposizione di tutti, che verrebbe aggiornata da un ente competente come l'ARSIA, ad esempio. E che raccoglie tutti i piccoli produttori che lavorano con metodi ecologici su un determinato territorio, fornendo una semplice scheda della loro azienda. Il sistema sarebbe aperto ai feedback di chi ha assaggiato i prodotti o visitato l'azienda durante una gita fuori porta. E questa modalità garantirebbe una sorta di "certificazione partecipata", creando una comunità reale ed una "community" virtuale attorno al cibo locale.
 
La mappatura richiede il lavoro di circa 3-4 persone per 3-4 mesi, secondo i dati a nostra disposizione, ed andrebbe sostenuta da un ente pubblico, poiché l'informazione dovrà essere pubblica e non può essere lo strumento di alcuna specifica associazione di categoria o società di marketing.

Sulla scorta del lavoro avviato dal gruppo Civiltà Contadina
(Vedi mappa attuale sul loro sito web), che offre al consumatore una panoramica delle fattorie biologiche della propria Regione o Provincia, la loro descrizione ed i prodotti disponibili secondo le stagioni, per favorire le possibilità di un rapporto diretto tra piccoli produttori biologici certificati o autocertificati e consumatori, tra contadini e cittadini, intendiamo portare avanti con metodi di conoscenza diretta, d’incontro e di scambio reale una mappatura più ampia possibile delle fattorie biologiche in Italia da rendere disponibile su internet, per rinforzare la Comunità dei contadini, le loro reti formali ed informali di solidarietà e la loro forza propositiva rispetto alle politiche agricole ed alimentari al livello regionale, nazionale e comunitario…

 

Questa intende offrire delle alternative percorribili ad ogni cittadino, GAS, ad ogni osteria, mensa, agli amministratori che intendano sostenere la produzione ed il consumo locali e sostenibili.

 

È da considerarsi un tutt’uno con la “comunità” che si deve creare attorno a queste tematiche, e non come un’elenco non meglio identificato. L’intenzione è quella di sviluppare reale conoscenza tra le persone fisiche, rapporti di fiducia, scambio di saperi e di sapori, eventualmente anche sistemi di alternanza che permettano di passare del tempo con questi produttori, nelle loro fattorie…

 


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Domenica 22 febbraio 2009 7 22 /02 /2009 04:53

La prima proposta, per lo sviluppo dell’occupazione e la rigenerazione del Mercato Rionale nell’area della Mistica (Tor tre Teste) potrebbe essere sviluppata in collaborazione dall’Università, il Municipio, i produttori di terra/Terra, la Cooperativa Antropos ed i Centri di Orientamento al Lavoro.

 

1. perché l'agro romano è una delle risorse più preziose delle nostre periferie, allora invece di continuare a piangere sul degrado urbano e sul disagio sociale conviene cominciare a dare gambe a ciò che abbiamo di più bello


2. perché coltivare l'orto è certamente un lavoro molto più degno e sano, una soddisfazione molto più intensa che essere precario in un call-center...


 

 


3. perché uno dei gravi fattori di malessere delle metropoli contemporanee proviene dal fatto che sono cresciute in 50 anni 2 volte di più che negli ultimi 2000 anni, mentre dal canto loro le campagne si svuotavano e si operavano "rivoluzioni verdi", il che ha contribuito a farci perdere del tutto quel cordone ombelicale di legame con la terra ed i suoi ritmi. Nel ritrovarlo, si ritrova una notevole dose di benessere, di autonomia e di identità.



4. perché piccole oasi di autoproduzione ed autoconsumo creano consapevolezza e responsabilizzano il "consumatore" anche nel resto dei suoi acquisti


 

 


 

 

 

 



5. perché i contadini stanno scomparendo, i mercati rionali si stanno svuotando e presto non ci saranno molte alternative al supermercato, quest'onda anomala che ha seppellito sottilissime sapienze millenarie con il suo controllo globale dei cibi adulterati infiocchettati e sigillati che
propina alle "masse" di popolazione con scarsi livelli di reddito, tarandoli sulla nostra povertà. è necessaria  una vera e propria rinascita e riappropriazione della contadinità, perché no, proprio in città!!???

 

- si tratterebbe, assieme ad Antropos ed al COL di identificare un gruppo di giovani interessati a tentare un percorso professionale legato alle attività agricole in città, un percorso nel quale acquisirebbero delle competenze e gli verrebbe offerta la possibilità unica di avere accesso alla terra, a condizione di impegnarsi a dare una valenza sociale alla loro attività(inserimento di una parte di disabili, costruzione di una cooperativa sociale, spazio per le attività didattiche…) e di attenersi a dei criteri di sostenibilità ambientale esemplari (coltivazione con metodi biologici, scelta di sementi cultivar, prezzi trasparenti e contenuti…). Questo permetterebbe di ridare vita al vicino mercato rionale di Tor Sapienza (secondo quello che discutevamo con lo stesso Presidente del Municipio), riaprendo alcuni banchi con prodotti locali, portati dagli stessi giovani del quartiere e provenienti dalla loro cooperativa, un motivo in più per scegliere il mercato invece del supermercato e per ritrovare il senso delle stagioni e delle ricette…. Si potrebbe addirittura immaginare una “Fiera della zucca”, nella stagione giusta, proprio come nei paeselli, e nel futuro, se ogni “periferia” avesse le sue specialità, sarebbe possibile migrare tra una “microcittà” e l’altra assistendo alla famosa fiera del finocchio di San Basilio, piuttosto che alla giornata del carciofo di Garbatella…. Una metropoli diversa è possibile!!!!!

 

- L’Università potrebbe sostenere l’aspetto “strutturale” e logistico, apportando le esperienze di numerosi orti urbani in altri paesi europei, per sostenerci nella scelta di una metodologia, offrendoci l’intervento di esperti: vedi panoramica internazionale di orti urbani presentata in occasione della proposta di un parco sociale analogo a Firenze, da Adalgisa Rubino, che sta terminando una Tesi di Dottorato sugli Orti Urbani, ed il rapporto città-campagna…

 

- Il connettivo terra Terra potrebbe offrire il tutoraggio dei propri produttori, impegnati da anni come seed savers, e con grande sapienza nell’utilizzare i metodi di coltivazione biologica per ortaggi, olio, vino, allevamento, prodotti caseari, e che non vedono l’ora di trovare nelle giovani generazioni orecchie attente affinché la loro passione ed il loro sapere non vadano dispersi via via che si fanno più anziani!

 

Si tratta di un progetto ambizioso che potrebbe rappresentare un modello “distrettuale” di altra economia, valorizzando la risorsa dell’Agro Romano, nelle aree periferiche della città, annullando i costi di manutenzione a carico delle autorità comunali, unendo partecipazione, produzione e consumo locali ed emancipando il tessuto urbano dagli stigmi metropolitani per ritessere quegli elementi del rapporto con la terra e della convivialità tipici dei centri minori e dei “municipi”, i quali contribuiscono ad aumentare notevolmente la “qualità della vita”



 

La seconda proposta interverrebbe ad un livello molto più micro, sul piccolo quartiere del Mandrione-Casilina Vecchia, posizionato meravigliosamente tra gli archi dell’antico acquedotto e la ferrovia. Nell’ambito del nuovo parchetto del quartiere che è stato ottenuto con gli sforzi della popolazione e sorge sui tradizionali “orti dei ferrovieri”, l’intenzione è quella di una gestione partecipata. Si intende localizzarvi un piccolo chiosco autogestito, che potrebbe coltivare parte dell’area e proseguire la raccolta degli alberi da frutto, offrendo i prodotti agli abitanti che frequentano il parco ed assicurandone così anche la manutenzione.

 


L'amministrazione, per ora, non ha dato alcun seguito alle nostre sollecitazioni...

 
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Venerdì 20 febbraio 2009 5 20 /02 /2009 14:00

Il sistema del WWOOF, con oltre 300 Fattorie socie in Italia e 1300 soci viaggiatori ad oggi, propone un “scambio di modi di vita”, un periodo di permanenza e di lavoro in fattoria contro vitto ed alloggio, il tutto inquadrato al livello giuridico e coperto al livello assicurativo dalla tessera associativa (25€ l’anno).

Per il momento riguarda soprattutto giovani che desiderano fare esperienze di questo genere o viaggiare. Ma potrebbe e dovrebbe per sua vocazione essere esteso ad un confronto più sistematico e più ampio di ogni contadino con “ospiti” dalla città, che nel tempo potrebbero fidelizzarsi e fare affidamento su quella fattoria o quel territorio per fornirsi di prodotti alimentari.

La logica di sviluppo sarebbe quella del “quadrifoglio”, che divide ogni città in alcuni quadranti, con le aree agricole perturbane più vicine, ed un legame territoriale più forte tra le aree agricole e le aree urbane di “consumo” corrispondenti.

 

WWOOF non sarebbe più solamente un mero scambio fra coltivatori e viaggiatori che poco sanno l'uno dell'altro prima di incontrarsi, ma la possibile nascita di un rapporto di scambio più duraturo e motivato fra i coltivatori e i loro "clienti" e, perchè no, di uno scambio di competenze e di aiuto fra coltivatori che già hanno imparato a condividere un percorso di mercato alternativo, fissandone regole e messaggi.

 

L'opportunità anche di associare al tema dei percorsi di produzione e vendita, percorsi coerenti sul tema energetico e di salvaguardia degli assetti idrogeologici del territorio, con relativa possibilità di indire campi di lavoro.

 

Le rete WWOOF sta attualmente prendendo in considerazione di inserire tra i possibili “host” anche gli artigiani "urbani" come la ciclofficina, o cooperative di servizio come l'occhio del riciclone. Questo rappresenterebbe in realtà un passo in più verso la concretizzazione degli obiettivi statutari di WWOOF Italia entrando in relazione con un gruppo di coltivatori strutturato e sensibile ad una politica concreta e condivisa.

 

Per i contadini, questo significherebbe un minore isolamento e un valido aiuto nei momenti più tesi come quelli delle raccolte, ma soprattutto la possibilità di far conoscere e condividere le loro scelte di vita assieme con tutti i saperi che detengono.

 

Per i cittadini, questo rappresenterebbe un’opportunità reale di diventare più “co-produttori” e meno consumatori, seppur sporadicamente, sostanzierebbero il loro rapporto con l’origine degli alimenti consumati, rivoluzionando il senso, il gusto ed il piacere del cibo.


 
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Venerdì 20 febbraio 2009 5 20 /02 /2009 04:52

Sistematizzazione e recupero di tecniche agro-culinarie di base: ossia, le patate non nascono quadrate…. Cosa era “evidente” ed abbiamo dimenticato? Cosa è necessario sapere, anche per saper scegliere ciò che comperiamo al supermercato? In che stagione crescono le melanzane? Quante cose posso fare con 2 patate 1 uovo e 3 pomodori? Quanto tempo ci vuole veramente a fare un sugo di ragù? Lo posso fare anche io a casa?!!! Perché i nostri figli sono laureati in fisica nucleare ma non sanno che in mezz’ora potrebbero fare delle lasagne molto più buone di quelle congelate - che comunque ci mettono mezz’ora a scongelarsi al microonde - e gli costano 10 volte più care di 4 pomodori ed una mozzarella? In tal modo, dipendono fortemente dal reddito e dal potere di acquisto-consumo…. Elenchiamo poche competenze di base di “savoir vivre”, di saper “stare al mondo” e cibarsi, che ogni bambino dovrebbe poter apprendere a scuola, perché il teorema di Pitagora, se non sa cuocersi un uovo, scusate ma….

- Obiettivo: ricostruire ciò che sembrava scontato. Stagioni e prodotti, cottura dei vari ingredienti, principi base di abbinamento, uso degli odori,

- Area di riferimento: Italia

- Scopo: massimo valore pedagogico e comunicativo – non si deve per forza essere contadini per sapere che…

- Diffusione dell’autoproduzione e dell’autoconsumo, tutto quello che puoi fare da te…

 

L’organizzazione degli interventi è da programmare con la formazione di un gruppo di tutor volontari competenti, la stesura del programma didattico dettagliato, la condivisione del progetto con gli insegnanti ed una adeguata calendarizzazione.

 

 

> Schede didattiche:


 


 

 

 


 
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